Ho conosciuto il programma di SA nel 2021 e ci sono arrivato a causa di un uso compulsivo di pornografia. È qualcosa con cui ho convissuto da sempre, ma che ho riconosciuto come un vero problema solo dopo una confessione con un sacerdote. Da lì ho provato in molti modi a smettere: utilizzando gli strumenti della Chiesa cattolica, installando filtri sui dispositivi elettronici e tanto altro, ma nulla ha funzionato davvero.
Nella fratellanza ho trovato molto. Prima di tutto, l’astinenza dai comportamenti sessuali per i quali ero arrivato. Un’astinenza che vivo un giorno alla volta perché so di non essere guarito: basta un sorso di lussuria, come si legge nel Grande Libro di Alcolisti Anonimi, per ritornare al punto di partenza.
Ho trovato fratelli con cui camminare, con cui sentirmi finalmente libero di essere me stesso. Persone davanti alle quali posso raccontare le parti più dolorose della mia storia, quelle che ho sempre nascosto per vergogna. E in cambio ho ricevuto amore, accettazione e supporto come mai prima nella mia vita. Ma soprattutto ho incontrato persone che mi capiscono davvero, fino in fondo, perché vivono la mia stessa sofferenza.
Ho compreso che sotto la mia dipendenza c’è molto altro: ferite emotive, difficoltà relazionali, difetti di carattere che alimentavano il mio comportamento compulsivo. Il programma mi aiuta a lavorare anche su questi aspetti, donandomi una vita non solo astinente, ma anche sobria. Infine, ho riscoperto il mio rapporto con Dio, quel Dio che credevo di conoscere e amare. Ho incontrato un Dio che conosceva il mio dolore, che si è chinato su di me, mi ha indicato una via d’uscita e ha fatto per me ciò che da solo non riuscivo a fare. Il programma mi ha restituito la gioia, la voglia di vivere e il desiderio di donarmi agli altri affinché il messaggio di speranza di questo cammino possa raggiungere tutte le persone che si riconoscono dipendenti e che cercano una via di uscita.